Siti

Il Diluvio Universale

Il Diluvio biblico

La parola Diluvio deriva dal latino 'diluvium' e significa ' pioggia torrenziale ' . Quando si parla di Diluvio, generalmente intendiamo il cataclisma descritto nel I libro della Bibbia ( Genesi, VI-VIII ). In realtà, sono circa sessanta le tradizioni di popoli diversi, estinti o viventi, che narrano di un alluvione che, in tempi remoti, avrebbe distrutto il genere umano.

Fra queste, le più conosciute sono quelle della Grecia antica con i miti di Ogige e di Deucalione e Pirra e quella assiro-babilonese, raccontata nella epopea di Gilgamesh, la quale presenta singolari analogie con il racconto biblico. Oltre a queste sono significative anche le leggende diluviane dell'America centrale precolombiana.

La maggior parte delle tradizioni diluviane può ricondursi, con variazioni più o meno spiccate, ad uno schema generale, per cui da una o più divinità, in collera contro gli uomini, viene deciso lo sterminio tramite un alluvione universale, preservando però alcuni di quegli uomini che, grazie ad un'imbarcazione o ad un altro mezzo, si mettono in salvo. A tale schema corrisponde anche il racconto biblico secondo il quale Dio, sdegnato per il dilagare della malvagità umana, decide di sterminare dalla faccia della terra sia la razza umana che quella animale, risparmiando il giusto e retto Noè, al quale ordina di costruire un' arca in grado di contenere la sua famiglia ed alcune coppie di ciascuna specie animale, insieme al necessario per il loro sostentamento.

Arrivato il tempo del castigo divino, sette giorni dopo l'ingresso di Noè nell'arca, e precisamente nel 17° giorno del secondo mese del suo secentesimo anno della sua vita, le acque cominciarono ad irrompere dal cielo e continuarono ininterrottamente per 40 giorni e 40 notti, fino a superare di 15 cubiti le vette delle montagne e mantenendosi a quel livello per altri 110 giorni.

Poi le acque cominciarono a decrescere e, dopo qualche giorno, l'arca si posò sui monti dell'Armenia fino a che, dopo circa altri due mesi, le cime dei monti emersero allo scoperto. Dopo che furono trascorsi altri 40 giorni, Noè aprì la finestra dell'arca e per tre volte consecutive, ogni sette giorni, mandò una colomba in avanscoperta: il giorno in cui la colomba ritornò con un ramoscello d'ulivo nel becco, Noè capì che le terre erano ormai all'asciutto.

Alla fine di altri 57 giorni, la terra era nuovamente pronta per essere abitata dall'uomo e dalle bestie e pertanto  Dio, ordinando a Noè di uscire, gli disse: ' Rientrate sulla terra, crescete e moltiplicatevi su di essa ' . E' il 27° giorno del secondo mese del 601° anno di vita di Noè e questi, eretto sul suolo un altare, offrì a Dio un sacrificio.

Gli esegeti della Bibbia hanno discusso, e discutono tuttora, in merito all'universalità geografica ed antropologica del diluvio. Per quanto riguarda l'universalità geografica , in genere accettata come assoluta dai Padri della Chiesa, oggi viene interpretata in modo relativo, ossia limitata alla totalità di una regione più o meno estesa intorno alla Mesopotamia. Lo stesso vale per quanto riguarda l'universalità antropologica: alcuni  la interpretano in senso relativo, altri propendendo per l'estensione  all'intero genere umano, senza peraltro che la Chiesa cattolica abbia emanato alcuna decisione dottrinale su tale argomento.

Un'altra narrazione del Diluvio assai nota proviene dal mondo greco ed in particolare dal mito di Deucalione e Pirra, un'anziana coppia prescelta per sopravvivere al rovinoso diluvio per poi dare una nuova vita al mondo ripopolandolo.

Deucalione e Pirra chiesero però al divino Zeus di non essere lasciati soli nell'impresa e gli venne concesso di gettare dietro di sè delle pietre che si trasformarono in esseri umani destinati a divenire abitanti del nuovo mondo nato dal diluvio che, anche in questo caso, fece tabula rasa concedendo un secondo inizio al genere umano.